Come si fa il vino? Te lo spieghiamo in modo facile

Sapere come si fa il vino non ti servirà per prepararti un bel beverone casalingo, né a farlo fare a tuo cugino, perché, come in tutti i settori, ognuno deve fare il proprio lavoro.
Bene, ma anche se il tuo “lavoro” è solo quello di degustare un vino, è importante che tu sappia quanta esperienza e quanta tecnica si celino dietro un bicchiere.


Questo non solo ti aiuterà ad apprezzare ancor di più questo nettare, ma ti permetterà di fare delle considerazioni accurate e di riconoscere, nell’assaggio, alcune scelte fatte in vigna o in cantina.
Proprio come è importante conoscere i componenti del vino, è essenziale avere un’idea del procedimento base necessario per crearlo.

Come si produce il vino: dall’uva alla bottiglia

Il vino non è altro che il risultato di una fermentazione alcolica del mosto che, a sua volta, è un succo d’uva ottenuto dalla pigiatura degli acini.
Dopo la fermentazione, dunque, il mosto si trasforma in vino, ma la strada, prima di arrivare al bicchiere può essere ancora lunga.

Avrai sentito molto spesso dire “Il vino si fa in vigna, non in cantina!”, che suona un po’ come: “Se non parti col piede giusto addio vino buono!”.

La cura della vite, la scelta di colture a bassa produttività sono azioni da praticare tutto l’anno, ma il momento davvero cruciale è la vendemmia. È infatti questa la fase in cui si raccolgono le uve, selezionandole e trasportandole avendo ben chiaro, fin da lì, quale prodotto si voglia ottenere.

Preparazione del vino: il mosto è la base

Il momento in cui le uve arrivano in cantina è magico: è come entrare in un reparto maternità, tra attese, timori e piccole cure.
Le uve vengono diraspate, ovvero private della parte legnosa che unisce gli acini, e pigiate, per dividere la polpa da buccia e vinaccioli (i semini interni).

Attenzione, perché le scelte che si fanno in questo momento sono determinanti per il tipo di vino che si vuole ottenere: tienilo a mente, quando, tra poco, parleremo dei diversi tipi di vinificazione e fissa un post-it mentale con la parola “Macerazione”.

Come si ottiene il vino dal mosto

A questo punto, dunque, davanti a noi, è lui: sua Maestà il Mosto, ovvero il vino in potenza.
In modo spontaneo o con l’aiuto di lieviti, parte così, la fermentazione alcolica, che trasforma gli zuccheri dell’uva in alcol etilico e anidride carbonica.
A fermentazione terminata, si procede con la svinatura, per separare il vino da parti solide, come bucce, vinaccioli, tartrati o lieviti residui.

Finalmente il vino, e ora che si fa?

Eh sì, sarebbe bello poter dire che tutto finisce qui, ma ad eccezione dei vini novelli, che si bevono a San Martino, quando ogni mosto è vino, il percorso, per molti vini, può essere ancora molto lungo, se si vuole raggiungere l’eccellenza.


Oltre a varie correzioni, travasi e altre tecniche di cantina, tutto ciò che avviene da questo momento in poi riguarda l’affinamento, ovvero il riposo del vino, che può avvenire in cisterne d’acciaio, in botti di legno più o meno capienti e, infine, in bottiglia.

Procedimento per fare il vino: ad ogni vino il suo

Siamo coscienti di aver semplificato molto il complesso procedimento che trasforma l’uva in vino e lo abbiamo fatto per consentire anche ad un neofita di avere ben chiare le basi.
Su una cosa, però, dobbiamo andare un po’ più a fondo. Ricordi quando, più su, ti abbiamo chiesto di tenere a mente il termine macerazione? Ora ti spieghiamo di cosa si tratta e perché è così determinante per capire come si fa il vino.
Alla fine, sarai in grado di rispondere alla domanda delle domande, ovvero: “Il vino bianco si fa solo con uve bianche?”

Come si fa il rosso

Ciò che caratterizza la vinificazione in rosso è proprio la macerazione, ovvero il contatto tra bucce e vinaccioli e parte liquida, durante la fermentazione.
In pratica, dopo la pigiatura, la parte solida e quella liquida non vengono separate, ma lasciate a fermentare insieme, anche fino a 15-20 giorni, così da estrarre il massimo del colore e della sostanza.
Il tutto avviene ad una temperatura di 25-28°, altra cosa che distingue nettamente la vinificazione in rosso da quella in bianco.
Follatura e rimontaggio sono pratiche molto usate per i vini rossi, così come l’induzione di una seconda fermentazione, chiamata malolattica, che avviene in primavera, quando il vino è già in bottiglia.

Come viene fatto il vino bianco

Nella vinificazione in bianco non esiste alcuna macerazione, perché le bucce e i vinaccioli vengono subito separati dalla parte liquida, dove inizia la fermentazione, spesso aiutata con l’aggiunta di lieviti selezionati. La fermentazione dei vini bianchi avviene a temperature tra i 18 e i 22 gradi.

Come si ottiene il vino rosato

Scegliendo uve rosse a basso contenuto di tannini e sostanze coloranti, il rosato si ottiene con la loro vinificazione in bianco, oppure mescolando due prodotti di cui solo uno è stato sottoposto a macerazione.

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